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  • 12 set

    Errori comuni nella creazione di un sito web

    Errori comuni nella creazione di un sito web

    Come creare un sito web: errori comuni nella creazione di un sito web

    Dicono che commettere errori sia la via più diretta per imparare. Sì e no. Non è davvero necessario sbatterci il muso di persona, si può anche imparare dagli errori degli altri. Questo vale per ogni ambito, specie per quanto riguarda i siti web. È infatti inevitabile che nascano problemi, e sono molto più comuni di quanto si immagini. Perciò conoscerli in partenza può aiutare a prevenirli. Vediamo quali sono gli errori comuni nella creazione di un sito web.

    Errori comuni nella creazione di un sito web: quali sono?

    Eccone una lista esaustiva.

    1. Assenza di un piano

    Tra gli errori comuni nella creazione di un sito web, quello più grosso che si può fare nella progettazione di un sito web, è andare avanti senza un piano ben preciso: niente piano, niente metodo, dunque maggiore facilità di commettere errori. Non c’è altro da aggiungere.

    1. Fare copia e incolla

    La parodia è una forma di adulazione, il copia e incolla indica soltanto mancanza di impegno e inventiva. Non è tanto questione di contenuti, quando di format: lo si vede nei film quanto nei programmi televisivi, se funziona, tutti lo imitano, pur cambiando qualche virgola. È un modo semplice e poco impegnativo che magari funziona anche in parte, ma non arriverà mai troppo lontano. Non è sufficiente scegliere un sito web di successo, copiarne temi e layout, adattarlo alla propria nicchia, e quindi incrociare le dita, sperando che tutto vada per il meglio.

    In un mercato saturo, l’originalità viene sempre premiata. Inutile dunque guardare ai siti famosi, meglio tenere gli occhi ben fissi sul proprio progetto. Naturalmente, però, ispirarsi non fa mai male: è che la linea tra ispirarsi e copiare è molto sottile.

    1. Voglio un sito come Coca-Cola

    Quest’errore è complementare al copia e incolla. In molti pensano che basti imitare un brand famoso, il suo tipo di marketing, per avere successo. Ma se così fosse, perché Coca-Cola continua a vincere su Pepsi? Perché Facebook, seppure in discesa, continua a stravincere sui social che gli somigliano? Semplicemente perché ogni brand è a sé stante, imitare il tipo di marketing, partendo dal sito web, non serve a nulla, se non a dare all’utente l’impressione che il secondo sito non sia altro che una copia di quello famoso.

    Come già per il punto 2, ribadiamo che ispirarsi ai grandi va benissimo, riprodurlo in ogni suo aspetto risulta banale e non può che allontanare l’utente che, in un Internet ormai saturo, è alla ricerca di contenuti originali. Senza contare poi che, i grandi brand hanno a disposizione capitali ingenti per finanziare i loro siti web, un sito emergente non arriva nemmeno a un quarto di ciò che in teoria possono spendere i vari Facebook, Apple e via dicendo.

    1. Partire dal budget

    Tenere d’occhio il budget è, senza dubbio, essenziale, ma altrettanto importante è non farsi condizionare da esso. È necessario prima di tutto sapere cosa si vuole, solo dopo si va a guardare il budget, e se non copre le spese, si può rimodellare l’idea originale in modo che si adatti a esso.

    1. Preventivo generico

    Lo ribadiamo, tenere d’occhio il budget è essenziale. Ma proprio perché è essenziale, non si può guardare a esso come a un tetto da sfondare. È per questo che il preventivo non può assolutamente essere generico, non si può partire da una mezza idea mal espressa e pretendere un preventivo che non sfori il budget a disposizione. È necessario tenere conto di tutti gli imprevisti: nel costruire una casa, il budget deve tener conto non soltanto del preventivo di base, ma anche degli eventuali costi extra. Allo stesso modo, la progettazione di un sito web non può prescindere dai problemi che, è pressoché inevitabile, si presenteranno a un certo punto. Perciò richiedere un preventivo preciso, dopo aver fornito un progetto altrettanto preciso, è essenziale.

    1. 2 al prezzo di 1

    La gran parte delle agenzie rifiuta questo tipo di richiesta, eppure c’è chi continua a richiedere che gli si forniscano due design al prezzo di uno, o per meglio dire, far fare due progetti, per poi sceglierne uno solo. Si pensa che in questo modo si risparmi tempo e denaro, in quanto magari si possono anche mettere insieme entrambi i progetti, ma la verità è che si finirà con l’averne uno mediocre e questo è tra gli errori comuni nella creazione di un sito web.

    La progettazione di un sito web comporta molto più lavoro di quanto s’immagini, chiedere di avere un design o parte di esso gratis non solo non è etico, ma in realtà non garantisce neppure la qualità del lavoro: ciò che è gratis non è mai fatto veramente bene.

    Se non si è sicuri dello stile che si preferisce impostare, è meglio attendere di avere le idee più chiare invece che mettere insieme una serie di idee che potrebbero non avere nulla a che fare l’una con l’altra.

    1. Fare un brief approssimativo

    Un website brief è uno schema, una sorta di diario di bordo in cui si concentrano tutti i passi da seguire per creare il sito web. Un errore comune è pensare che basti semplicemente indicare una scaletta, una lista delle cose da fare, ma non è così. Contrariamente a quanto si possa immaginare (brief, dopotutto, in inglese significa breve), un brief deve essere il più dettagliato possibile.

    1. Mantenere il vecchio sito web

    Se il sito è vecchio, c’è un perché, se si sceglie di cambiarlo, c’è una ragione. Ripartire dai contenuti e dalla mappa del vecchio sito non serve a molto, se non a confondere ancora di più le idee. Si può mantenere qualcosa del vecchio sito, certo, ma per il resto il brief serve a ripartire da zero.

    1. Creare contenuti in base a opinioni personali

    Tra gli errori comuni nella creazione di un sito web questo è un errore gravissimo. Ciò che conta non è l’opinione dell’admin, ma quella del pubblico, del target del sito web. I contenuti devono essere di alta qualità, e devono rispecchiare non i gusti dell’admin, ma le tendenze del momento, prendere in contropiede le stesse. Il mi piace o non mi piace non sta a chi crea al sito, ma all’utente che ci clicca sopra.

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