indicizzazione

Quando carichiamo un contenuto online, o creiamo il nostro sito, una delle prime verifiche è vedere comparire la nostra opera nella pagina dei risultati di ricerca. In alcuni casi, però, l’operazione non ha esiti così felici. Questo perché deve avvenire prima un’operazione necessaria: l’indicizzazione del contenuto.

Come lavora Google?
I motori di ricerca, in questo caso ci focalizzeremo su Google in quanto di più larga diffusione, sono organizzati su diversi momenti. Quando l’utente digita il proprio dubbio nella speranza di trovare tutte le risposte su internet, ottiene tendenzialmente una quantità più che soddisfacente di risultati in pochissimi secondi. Questo è possibile grazie al fatto che, in realtà, la ricerca da parte di Google è già avvenuta in precedenza, e quello che l’utente finale vede è un lavoro più sottile di esplorazione da contenuti a contenuti sfruttando i link e i collegamenti ipertestuali caratteristici di questa realtà.

Indicizzazione ‘naturale’
A muoversi sono i crawler (o spider), piccoli ragnetti in grado di spostarsi in maniera automatizzata e metodica all’interno della grande ragnatela che è il word wide web. Questi programmi informatici scansionano i contenuti a cui vanno incontro, creandone una copia che andrà a comporre l’enorme database di Google. In questo modo si è verificata l’indicizzazione di un sito o di un contenuto. Questo enorme contenitore è la fonte da cui il motore di ricerca si muove per selezionare poi i contenuti da presentare nella pagina dei risultati, basandosi su quanto digitato dall’utente e la corrispondenza di queste sequenze alfabetiche con i contenuti indicizzati.

Indicizzazione ‘meccanica’
Le tempistiche legate a queste operazioni di retroguardia non sono lunghe, ma esiste la possibilità di mettere mano direttamente nel processo di indicizzazione e comunicare a Google la presenza del nostro contenuto più velocemente, di modo da rientrare immediatamente nelle pagine scansionate ed essere presi in considerazione. Uno strumento gratuito, utile nel contesto Google, è Google Search Console. Questi servizi saranno in grado di rendere l’operazione di indicizzazione molto più rapida e immediata. Per usufruire occorre:

  1. accedere alla pagina di partenza,
  2. inserire il dominio del proprio sito,
  3. ottenere il tag HTML funzionante come codice di verifica del sito in questione,
  4. copiare il tag nell’ head del sito,
  5. procedere alla dovuta verifica,
  6. aggiungere la sitemap del sito (per trovarla vi basta aggiungere al dominio la dicitura /sitemap.xml).

In questo modo abbiamo dato a Google e ai suoi aiutanti la cartina con le indicazioni per comprendere come muoversi nell’esplorazione del nostro sito, rendendone chiara la struttura completa, e permettendo quindi un’operazione di indicizzazione molto più facile e immediata.
Bisogna inoltre sapere che i concetti su cui Google si basa per ragionare a livello semantico sono:

  • l’indicizzazione semantica latente, una tecnologia di aggregazione delle voci correlate che sfrutta i gruppi di parole per contestualizzare poi i risultati. Mentre prima si considerava solo la coincidenza esatta tra la parola digitata dall’utente e la presenza di quella specifica parola nel documento, ora si lavora con degli insiemi di parole, individuando le vicinanze a livello semantico;
  • lo stemming, un processo automatico di riduzione delle forme delle parole alla loro radice comune;
  • la distribuzione e la frequenza delle parole, una forma di controllo del modo con cui le parole sono ordinate.

Sulla base di queste logiche è quindi importante tener conto del modo in cui il nostro contenuto è sviluppato e organizzato. Seguire l’ordine naturale del linguaggio, evitare forzature o elementi artificiali, aiutare a contestualizzare il testo scegliendo correttamente da specifiche aree semantiche sono azioni che possono aiutare i motori di ricerca nell’analisi e comprensione del nostro sito, in modo da facilitarne poi la presenza nella pagina dei risultati di ricerca con maggior pertinenza. Sempre riguardo questi argomenti, Google Search Console offre svariati servizi che permettono di tenere sott’occhio tutti quei valori legati alla digitazione della query. Ad esempio capire se vi è una corretta corrispondenza tra quanto ricercato dall’utente e la presenza del vostro sito nella pagina dei risultati di quella specifica ricerca, ricevere segnalazione di eventuali errori correlati ad azioni accadute nel sito, o problemi connessi alle operazioni di aggiornamento.

Il lavoro di cura dei contenuti per favorire l’indicizzazione è importante, e se si sta pensando di investire seriamente nei propri contenuti online, è possibile prendere in considerazione l’idea di rivolgersi a veri tecnici del settore. Business Competence offre percorsi di consulenza per l’indicizzazione e servizi di content marketing, in grado di sviluppare i miglioramenti adatti ad ogni contenuto e sito.

Attenzione: finora abbiamo parlato di indicizzazione, ma, come avrai capito, essere presenti nel database di Google non basta, oggi più che mai si deve lavorare affinché il contenuto non sia solo uno dei tanti siti presentati nelle varie pagine dei risultati, ma dobbiamo puntare a essere i primi nella prima pagina. La concorrenza è tanta, i contenuti sono sempre di più, quindi come fare? Il posizionamento è il secondo elemento di base da curare per essere sempre visibile e popolare sul web.

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